L’infortunistica LMG di Foti Domenico, affiliato Studio Blu di Reggio Calabria si è reso protagonista della gestione di un sinistro che ha dato luogo ad un risarcimento di quasi un milione mezzo di euro. Il danneggiato, che per motivi di privacy chiameremo cliente, si trovava a bordo della propria autovettura sulla strada statale ionica 106 quando giunto in località Bocale di Reggio Calabria si accodava ad altri veicoli in colonna per l’intenso traffico. Fu allora che venne violentemente tamponato dalla vettura che lo seguiva che procedeva a velocità molto sostenuta. Con l’urto ricevuto il veicolo veniva scaraventato nell’adiacente scarpata, terminando la corsa dopo una lunga serie di cappottamenti. Sul posto oltre ai soccorsi sanitari si rendeva necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare il cliente dalle lamiere.
Per ottenere il risarcimento dei gravissimi danni subiti il cliente si rivolse ad uno studio legale reggino. Insoddisfatto della gestione della pratica, per la quale a distanza di un anno dall’incarico conferito non aveva prodotto risultato alcuno nemmeno in termini interlocutori, il cliente, appurata l’affidabilità e la professionalità dello Studio Blu decise di revocare il mandato all’avv.to e di conferire nuovo incarico al nostro affiliato a fine luglio 2008. Dopo un attenta analisi delle dinamiche, della documentazione e delle conseguenze, Foti Domenico ha correttamente impostato la gestione della pratica riuscendo a chiudere il sinistro in soli 3 mesi, definendo con la compagnia del cliente il danno materiale ed ottenendo un risarcimento ultramilionario dalla compagnia del civile responsabile per le gravissime lesioni.
Complimenti!

Dopo aver assistito attoniti ed impotenti  negli ultimi anni a scene di criminalità per le strade italiane che rimanevano impunite, finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo a seguito di una sentenza, quanto meno esemplare, emessa lo scorso 5 novembre, dalla Dott.ssa Margherita Letizia Benigno, GUP del tribunale di Rossano (Cosenza).

Il fatto storico risale alla notte tra il 13 ed il 14 giugno scorso. Teatro dell’evento luttuoso la Strada Statale 106, nel tratto che intercorre tra Rossano e Corigliano in provincia di Cosenza. Due vetture, una Fiat Punto ed un Audi A5 si urtano. Conducenti e passeggeri, 7 persone in totale, nessuna delle quali riportava lesioni a seguito dell’occorso, scendevano dai rispettivi veicoli per constatare i danni e per scambiarsi i dati per le formalità assicurative,  quando sopraggiungeva come un proiettile, una BMW X3 che investiva violentemente tutti i malcapitati e le auto in sosta.

Due dei sette, ventenni, perdono la vita immediatamente, un 44enne muore a distanza di poche ore dall’evento, mentre la quarta vittima, di appena 17 anni, decede dopo alcune settimane di agonia. Gli altri 3 rimangono comunque feriti.

Il conducente della BMW, 55enne del posto, risultato positivo all’alcol test eseguito dalle autorità immediatamente intervenute sul luogo asserito teatro del sinistro, viene immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio colposo plurimo aggravato. Poi nei giorni scorsi arriva la sentenza del Gup Margherita Letizia Benigno: 14 anni di reclusione, 15 mila euro di multa, sospensione a tempo indeterminato della patente, pubblicazione della sentenza sui media nazionali e risarcimento dei danni ai danneggiati ed ai loro eredi da quantificarsi in sede civile.

Finalmente una sentenza giusta che speriamo serva da esempio anche per gli altri magistrati che saranno tenuti a giudicare il comportamento di questi criminali.  Perchè quando ci si mette al volante sotto l’effetto di alcol o peggio ancora di sostanze stupefacenti e si provoca la morte di qualcuno, non si può parlare di fatalità o solo di colpa alla stregua di una mancata precedenza.