In una recentissima sentenza un Giudice di Pace di Torino, ispirandosi alla sentenza della Corte di Cassazione 26973/2008, condanna una compagnia assicurativa al risarcimento delle spese legali stragiudiziali, anche in caso di indennizzo diretto.

Mentre da un lato in una recente audizione il numero 1 di Fon-Sai dichiara superfluo l’intevento di un professionista per ottenere il giusto ristoro dei danni a seguito di un incidente stradale che ha come unica conseguenza l’aggravio dei costi per le compagnie, dall’altro la magistratura lo ritiene indispensabile ai fini della tutela dei diritti dei danneggiati.

Condividiamo quindi il punto di vista del giudice torinese:

“Ne peraltro pare a questo giudicante, che la normativa di risarcimento diretto voglia a priori escludere la tutela e l’assistenza legale in tale fase se, come nel caso di specie, chi agisce ha comunque accettato la proposta transattiva risarcitoria.
Infatti, oltre a quanto sopra esposto, e cioè che risulta documentato che in fase stragiudiziale è dovuto intervenire il legale di parte attrice a causa di richieste integrative di parte convenuta, e comunque di contestazione di questa sul’iniziale risarcimento richi

martello

esto, questo Giudice concorda con il pronunciamento della Suprema Corte Sezioni Unite n 26973/2008 che esprime un principio del tutto condivisibile: “…anche le spese relative all’assistenza tecnica nella fase stragiudiziale della gestione del sinistro costituiscono danno patrimoniale consequenziale dell’illecito, secondo il principio della regolarità causale.
Si osserva pertanto che parte convenuta ben avrebbe potuto attivarsi con un’offerta a titolo di contribuzione per l’assistenza

legale addotta da parte attrice senza quindi attendere l’iscrizione a ruolo di una causa.”