Mario Brazzo - titolare Studio Blu di Bolzano

Continuano le nostre interviste agli affiliati Studio Blu. Oggi abbiamo incontrato Mario Brazzo, titolare dello Studio Blu di Bolzano dal 2002.

1) Salve Mario, possiamo dire che tu sia un rappresentante della “vecchia guardia” di Studio Blu. Raccontaci come sei entrato a far parte del gruppo e quali sono state le tue precedenti esperienze professionali.

Sono entrato a far parte di Studio Blu nel 2002 quando, insieme al mio socio di allora, eravamo impegnati a sviluppare un’agenzia di assicurazioni. Lavorando in quel mondo ci siamo accorti della necessità di dare un’assistenza altamente qualificata e trasparente a tutti i danneggiati e così è nata l’idea di aprire uno studio di infortunistica stradale. A quel punto non abbiamo fatto altro che informarci circa la struttura più seria e competente, Studio Blu. Subito mi sono reso conto delle potenzialità di questa attività e così, lasciata l’attività di manager in una importante banca d’investimenti italiana, mi sono dedicato full time al mondo del risarcimento.

2) Bolzano è una città sui generis in confronto ad altri capoluoghi del nostro Paese, sia per motivi geografici che culturali. In questo ci sono degli aspetti particolarmente problematici o, all’opposto, che facilitano il tuo lavoro rispetto alle esperienze dei tuoi colleghi che operano in altre città d’Italia?

Come sempre le cose si possono vedere in due modi, con ottimismo o con pessimismo. A Bolzano ci sono solo 3 studi di infortunistica stradale e quindi è ancora molto diffusa l’abitudine di recarsi da un legale. La nostra presenza ed il successo di questi anni ha cambiato sicuramente molto l’atteggiamento dei danneggiati che sempre di più si rivolgono a noi ma c’è ancora tanto da fare. Per me questa è una grande opportunità.

3) Qual è, secondo te, l’elemento più importante e che contraddistingue il vero valore aggiunto dell’appartenere alla rete nazionale Studio Blu?

Da sempre la struttura Studio Blu lavora per i suoi affiliati alla ricerca di strategie utili alla piena realizzazione professionale ed economica, con continui spunti formativi ed iniziative che ne aumentino la visibilità. In questi anni ho potuto quindi crescere sotto il profilo didattico e tecnico arrivando alla creazione di una cultura specifica di tutto rispetto sempre all’altezza (e anche oltre) dei nostri interlocutori. Appartenere al franchising Studio Blu significa anche avere opportunità di confronto con i quasi 100 colleghi operativi in tutta Italia, così da favorire nuovi stimoli e riferimenti.

4) Infine, un consiglio a chi vorrebbe avvicinarsi a questa attività.

Come tutte le attività imprenditoriali serie e concrete anche questa richiede tempo e impegno per arrivare al successo, questo settore in continua evoluzione non lascia spazio ad improvvisazione e superficialità. Chi condivide questi principi ha sicuramente tutte le carte in regola per diventare un nuovo imprenditore di successo nel mondo della ”responsabilità e risarcimento”.

Lo studio Blu Group S.a.S. di Mario Brazzo è in via Vicenza, 6/A - 39100 BOLZANO
Tel: 0471 264247 - Fax: 0471 404681  - Email: brazzo@infortunisticablu.com

Buongiorno a tutti,
con questo breve articolo volevo portare alla Vostra attenzione i risultati di un’interessante serie di studi condotti dall’Università di Padova in collaborazione con ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). Cliccando QUI potrete scaricare direttamente dal sito tutto il pdf relativo alle ricerche sui “Disturbi Emozionali dopo un infortunio sul lavoro”.

Nella sostanza questa serie di quattro studi conferma che:  “La sintomatologia post-traumatica si manifesta con un certo grado di gravità in una buona percentuale (attorno al 40%) delle persone che hanno subito un incidente sul lavoro, almeno fino a 5 anni dall’evento”. Disturbi che fanno riferimento all’area ansioso-depressiva, i più riscontrati sono: disturbo d’ansia, depressione, disturbo dell’adattamento, disturbo post-traumatico da stress. Questo sta ad indicare, a mio avviso, l’enorme potenzialità psicotraumatica di un infortunio sul lavoro, non solo dal punto di vista fisico, come potrete immaginare e come riportato purtroppo dagli articoli di cronaca e dai servizi al telegiornale, ma anche sul versante psicologico, aspetto dell’infortunio che, come per gli incidenti stradali, talvolta viene tralasciato e non considerato.

Un altro risultato emerso da questi studi, che conferma le ipotesi di altre ricerche scientifiche, è la persistenza anche dopo 5-10 anni della sintomatologia attiva dei disturbi. Ciò avviene in particolar modo quando si tratta del Disturbo Post-traumatico da Stress, i cui sintomi sono: pensieri intrusivi relativi all’incidente, incubi, appiattimento emotivo, evitamento del luogo dell’incidente o di qualsiasi altra cosa che lo ricordi, per elencare i principali. Un altro sintomo indicatore di problemi psicologici che è stato riscontrato è la rabbia, in passaggio si legge: “l’esperienza clinica indica che talvolta sono proprio l’irritabilità e gli scoppi di collera a suggerire la possibile presenza di un precedente evento traumatico, anche indipendentemente dal manifestarsi di quadri clinici ansioso-depressivi”.
Se pensiamo che i sintomi per stabilizzarsi e diventare cronici hanno necessità, a seconda del disturbo, di un periodo che va dai 3 ai 9 mesi circa, possiamo immaginare le condizioni di vita di queste persone dopo anni vissuti con queste problematiche. Inoltre spesso, purtroppo per gli infortunati, tale danno psicologico non viene valutato e quindi non viene risarcito. Si legge nella discussione dei risultati del secondo studio: “…degna di nota la mancanza di relazione tra entità della sintomatologia post-traumatica e grado di invalidità o distanza temporale dall’evento. Il grado di disabilità assegnato ad un individuo che ha subito un incidente sul lavoro non sembra, quindi, cogliere tutte le conseguenze psicologiche ed emozionali (di) tale evento”.

L’unico modo, per alleviare la sintomatologia dopo che si è cronicizzata, è intervenire con incontri di sostegno psicologico o psicoterapeutici.

Per dare un dimensione delle conseguenze di un infortunio sul lavoro a livello psicologico emerge da quest’altro passaggio: “Le ripercussioni psicologiche individuali possono perdurare anche a distanza di tempo dall’incidente (anni) e potrebbero essere la causa diretta di un mancato rientro al lavoro e di un ridotto funzionamento psicosociale. Questo sottolinea, di nuovo, l’utilità di intervenire tempestivamente dopo l’infortunio, con una diagnosi precoce e con l’offerta di un’assistenza psicologica mirata alle vittime di incidenti sul lavoro”.

Concludendo, ritengo sia importante tenere in considerazione anche l’aspetto psicologico relativo agli infortuni sul lavoro, che talvolta viene meno perché le conseguenze fisiche appaiono più evidenti. Poiché  come dimostrato da questa serie di studi è frequente la presenza di disturbi psicologici come conseguenza diretta di un infortunio sul lavoro. Vi invito a riflettere su cosa potrebbe rappresentare per ognuno di noi la perdita di un dito, di una mano, uno sfregio sul volto o la presenza di cicatrici sul proprio corpo, l’immagine che si ha di sé cambierebbe? Se sì, in che modo? Saremmo in grado di accettare senza “scossoni” tale nuova immagine? Per alcuni potrebbe non avere molta importanza, ma per altre persone potrebbe rappresentare un episodio grave, tale da rimettere in discussione la propria immagine con conseguenze che si riflettono sull’equilibrio psicologico messo alla prova da un evento doloroso come può essere un infortunio sul lavoro. Non si tratta solo della propria immagine corporea, ma anche di quei pensieri che ritornano di frequente sull’incidente, l’orrore provato al momento, l’aver sentito a rischio la propria vita o quella dei colleghi, il ripresentarsi continuo di queste immagini durante lo stato di veglia (tipo flash) ma anche in sogno, con incubi che sembrano essere reali. La tendenza poi a isolarsi, a evitare certi luoghi e le persone (colleghi) che in un qualche modo ricordano l’incidente. Nel caso una persona ritorni al lavoro, provate a pensare al fatto di dover ripassare ogni giorno sul luogo del proprio incidente, rivedere ogni volta, ma soprattutto rivivere ogni giorno quelle stesse terrificanti sensazioni.

Credo sia doveroso valutare anche questi aspetti e soprattutto darne un giusto riconoscimento e offrire un adeguato percorso di recupero psicologico da tale trauma, che permetta alla persona di vivere il più possibile serenamente la propria vita.

Dott. Emiliano Guarinon

psicologo – consulente – CTP

Partner Blumed

Tel: 349 6237870
Web: www.modellidicambiamento.it
Email: emiliano@modellidicambiamento.it

 

Venerdì 16 dicembre a Padova si svolgerà il 1° workshop Blurete.

“Il risarcimento del danno nella giurisprudenza:

approfondimenti e confronti”.

Dalle ore 15.00 alle 19.00 (registrazione partecipanti: ore 14.30)

Centro Congressi “A. Luciani” – Via Forcellini 170, Padova.

L’evento, gratuito e su invito,

sarà strutturato come una tavola rotonda.

Per partecipare è necessario registrarsi alla pagina www.blurete.com/seminari.asp entro e non oltre il 9 dicembre.

 

Per ulteriori informazioni potete contattare la Direzione Blurete via email all’indirizzo info@blurete.com

oppure telefonicamente al numero 049 714205.
www.blurete.com

Diritto vivente o diritto vigente, questo è il problema. Che cos’è più nobile, soffrire nell’animo per i sassi e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o impugnare le armi contro un mare di affanni e combatterli fino a farli cessare? Transare, citare…niente più. E con il sonno dire che poniamo fine al dolore della carne e alle mille afflizioni naturali a cui la carne è destinata? questa è la fine che bisogna desiderare ardentemente! Transare, citare.., forse recuperare. Ecco il difficile. Perché  quali sogni potranno visitarci in quel sonno di morte, quando saremo usciti dalla stretta di questa vita piena di affanni  mortali, è un pensiero su cui ci si deve fermare a riflettere . E sono proprio pensieri siffatti a prolungare la durata della sventura. Perché, chi sopporterebbe le sferzate e le irrisioni del tempo, i torti dell’oppressore, le offese dei superbi, le pene di un amore respinto, i ritardi della legge, l’arroganza dei potenti, gli scherni che il meritevole pazientemente subisce da parte di gente indegna, potendo trovare pace da se stesso con la semplice lama di un pugnale?

Con queste poche modifiche un attuale William Shakespeare rivisiterebbe la sua più famosa tragedia ispirato dalla attuale situazione in tema di risarcimento danni per responsabilità di terzi. Il Decreto Legislativo 209 del 07 settembre 2005, alias Nuovo Codice delle Assicurazioni, prevede al comma 1 dell’articolo 138 quanto segue:

“Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle attività produttive, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della giustizia, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica su tutto il territorio della Repubblica:

a) delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra dieci e cento punti;

b) del valore pecuniario da attribuire ad ogni singolo punto di invalidità comprensiva dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso.”

Tra giugno e luglio la Cassazione aveva statuito: “Tutti per uno. Milano per tutti”. C’era pertanto la necessità di unificare il criterio di valutazione dei danni macro permanenti (da 10 a 100 punti di invalidità) in modo da azzerare le ingiustificate differenze territoriali. E il criterio di personalizzazione della valutazione in base alle reali incidenze del danno negli aspetti morali e dinamico relazionali del soggetto danneggiato, sembrava agli occhi attenti degli ermellini, ampiamente rispettato dal modello elaborato dall’osservatorio meneghino.

Mettiamo in soffitta l’art 138 e prepariamoci al solleone agevolato dall’anticiclone africano, hanno pensato gli operatori del settore. L’orientamento giurisprudenziale della Cassazione in qualche modo si è sostituito a questa necessità normativa. E invece, quando meno te l’aspetti, ecco la bozza del  DPR che dovrà essere approvata dal Consiglio di Stato, dove speriamo avranno più considerazione per le sentenze della Suprema Corte. Un dubbio ce lo abbiamo però. Il termine per la presentazione degli emendamenti al DPR è quello del 12 settembre. Che, guarda caso, coincide con la data del rientro dalle ferie delle Camere. Che qualche onorevole volenteroso, sotto l’ombrellone scriva emendamenti?

Tremonti toglie, Fazio restituisce. Nella nuova manovra era previsto un aumento dell’Irap nei confronti delle compagnie assicurative. E adesso se il DPR sarà approvato, il maltolto rientrerà nelle casse della compagnie assicurative con tanto di interessi e rivalutazione. Sotto forma di ulteriore ticket che, tanto per cambiare, graverà sulla testa dei poveri danneggiati. Peraltro, quelli che hanno subito gravi danni alla persona.  Mentre Cerchiai (presidente dell’ANIA) e Verdone (Responsabile settore RCA dell’ANIA) esultano in vista della auspicata riduzione dei risarcimenti – nelle ultime due assemblee il Presidente aveva ansiosamente richiesto la redazione della tabella unica e criticato il sistema milanese – ci chiediamo dove siano finite le associazioni dei consumatori. Quale parte tutelano? O forse sono ancora ammaliati dal cantico delle sirene? Sembra già  di sentire il motivetto sibillino: “Adesso si ridurranno le tariffe RCA”. Sicuramente i  signori del tagliandino si affretteranno a fare tali promesse al popolo. Mentre siamo convinti che i risparmi, in danno dei gravi danneggiati, verranno utilizzati da alcuni grossi gruppi per ripianare noti e meno noti problemi finanziari, non certo legati al risultato tecnico del settore.

Mentre i giudici milanesi avrebbero riconosciuto, al netto delle giuste personalizzazioni, ad un invalido totale di 30 anni, costretto per responsabilità di terzi a fissare il soffitto da una barella per tutti (i tanti) anni che gli resteranno da vivere, senza nemmeno l’autonomia di poter soddisfare i propri bisogni fisiologici in intimità e costretto ogni volta all’umiliazione ed alla mortificazione (tanto per dirne una), € 969.587,00 (oltre personalizzazione) oggi il nuovo DPR ne accorderebbe € 587.163,00. 

L’Europa ha chiesto un aumento dei massimali minimi per la RCA e nel recepimento di tale normativa ci stiamo gradualmente adeguando. Se il vecchio miliardo e mezzo di lire non basta più, ci sarà una motivazione universalmente riconosciuta? Perché il legislatore non se la ricorda?

Torneremo nelle prossime ore sull’argomento. Perché tra i tanti tranelli adoperati dalle compagnie e dal legislatore nell’ultimo decennio in danno dei danneggiati, beffati e ribeffati nell’ipercomplesso mondo del risarcimento danni, questo DPR prosegue in quella direzione. Oggi la trattativa “ministeriale” dei sinistri non può essere sinonimo di patrocinio di qualità. Bisogna essere preparati per far accogliere all’illustrissimo giudicante una personalizzazione del danno di un 50% per ristabilire gli equilibri proclamati dalla Cassazione. Allora quei 587 mila euro diverranno 880 mila. In conclusione il nostro pensiero è, ancora una volta, non gridare allo scandalo ma affilare la lama al pugnale per difendere i diritti dei macrolesi.

Chiudiamo citando ancora una volta Shakespeare. Abbandoniamo Amleto per approdare al “Sogno di una notte di mezza estate”. Questa citazione racchiude in sé la ultradecennale strategia delle compagnie assicurative:

<<Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro.>>

 

Giulia, come hai conosciuto Studio Blu e come mai hai deciso di intraprendere questa attività?

Un’amica mi ha parlato di Studio Blu, segue un’approfondita ricerca su internet e poi il viaggio verso Padova, per incontrare uno dei volti di Studio Blu, Umberto Coccia. E’ stata proprio la sua professionalità, la sua competenza, la sua evidente passione per questa attività a farmi capire che non avrei potuto voler fare altro nella vita! E’ stato subito amore: dovevo diventare un’esperta in infortunistica stradale.

Il consulente in infortunistica ha come obiettivo quello di ottenere il più giusto risarcimento per il proprio cliente. Un servizio, in questo senso, che riveste anche una importante portata sociale. Sei d’accordo?

Senza dubbio questa è un’attività che si prende cura della persona. Il cliente che si rivolge a noi ha subito un danno, spesso fisico, a volte significativo; per la quantificazione del danno gli aspetti da valutare sono molti, di conseguenza si entra in stretta relazione con l’assistito, proprio per riuscire a cogliere tutti quegli aspetti della sua vita che in qualche modo sono stati condizionati dall’evento. Uno tra questi in alcuni casi è la stabilità economica. Pensiamo ad un padre di famiglia, unico portatore di reddito ucciso in un incidente stradale: chi si prenderà cura della sua famiglia, chi darà loro da vivere? Siamo certi che la compagnia assicurativa farà l’interesse del danneggiato anche se questo comporta andare contro i propri? Oppure il padre di famiglia che in seguito ad un sinistro resta infermo per un lungo periodo: chi si prende cura di lui, chi paga questo servizio, come una famiglia già in gravi condizioni economiche può far fronte ad un tale evento? E’ proprio di questo che noi ci preoccupiamo quando abbiamo di fronte un cliente: capire tutto ciò che gli serve e cercare di fare quanto è nelle nostre possibilità per far si che lo ottenga. Il fatto stesso che il nostro servizio è a buon fine e che preveda il riconoscimento di un onorario a nostro favore successivamente al recupero del risarcimento del nostro cliente, sottolinea la volontà di non voler andare ad appesantire ulteriormente la situazione già di per se difficile, ma andare incontro al cliente in modo tale che possa rimettersi in sesto e recuperare quanto perso a causa dell’evento lesivo, attraverso un’omogenea struttura che gli consenta di riparare il danno e di curarsi senza dover impattare ulteriormente sul suo bilancio familiare.

Parlaci un po’ dei tuoi primi mesi da consulente in infortunistica: come hai gestito la fase di start-up?

Difficile gestire le emozioni nei primi mesi, il primo cliente, la prima pratica da istruire, la prima trattativa; dall’altra parte uno standard operativo ineccepibile, un marchio rigoroso e impeccabile a cui unificarsi, la corsa per l’acquisizione di quel livello professionale necessario per essere all’altezza della situazione. E quindi la partecipazione ai corsi di formazione, a quelli di aggiornamento e soprattutto l’affiancamento ai miei due soci, Paolo Pignoli e Loris Valtulina, due professionisti esperti e straordinariamente preparati, pronti a sostenermi in ogni situazione e a placare e colmare le mie incertezze. Farò sì che la mia attività rimanga sempre un po’ nella fase di start–up, perché gli stimoli, l’adrenalina, la ricerca di migliorarsi, le emozioni che caratterizzano questo periodo diventino lo spirito trainante della CoGeS.

Il servizio di consulenza in infortunistica è importante sia per il privato cittadino che per gli enti pubblici e privati: tu a tal proposito hai avuto modo di proporti anche a strutture di questo tipo.

La convenzione proposta agli Enti pubblici, consente loro di usufruire della nostra consulenza senza alcun onere a loro carico.Questo è un servizio reso indirettamente al cittadino, in quanto si consente, andando a recuperare il giusto risarcimento, di poter reinvestire tale denaro nell’immediato ripristino delle strutture danneggiate, senza dover mettere mani nelle tasche del bilancio comunale e di conseguenza in quelle dei singoli cittadini. Questa è la ragione che ci ha spinto a formulare questa interessante proposta al Comune di Limbiate, comune di residenza mio e di uno dei miei soci, Paolo Pignoli, che ha firmato la convenzione il 21 febbraio 2011. Non solo, perché ci è stata data la possibilità di presentare la nostra attività e i nostri servizi presso l’aula convegni del 3° Battaglione Carabinieri Lombardia, riproponendo la presentazione in tre mattine (7-9-11 febbraio 2011, ndr). Continuiamo a dare il nostro contributo all’Arma, ogni lunedì mattina, presenziando presso un’aula gentilmente offertaci dalla Caserma, mettendoci a disposizione dei militari per consulenza ed informazioni.

Immagina lo Studio Blu di Desio tra un anno, e descrivici come lo vedi!

Lo Studio Blu di Desio tra un anno, tra due anni e così via sarà esattamente quello che è ora, perché quando è nata la CoGeS ha da subito deciso di orientarsi verso un servizio professionale, seriamente impegnato a tutela dei diritti dei propri clienti, per non dimenticare mai che “le polizze assicurative sono un servizio e non una tassa”.

Lo studio CoGeS di Giulia Buggea è a Desio, Via Mazzini 3, angolo via per Cesano
Tel: 0362.1821170 – Fax: 0362.1821174  - Email: buggea@infortunisticablu.com

 

 

 

Da oltre 10 anni Studio Blu si è prende la responsabilità di far ottenere il giusto risarcimento ai danneggiati.

Da oltre 10 anni Studio Blu si impegna per il rispetto delle regole e dei diritti delle persone.

15 mila danneggiati si rivolgono a Studio Blu ogni anno in tutta Italia.

Questi sono i numeri che hanno caratterizzato la convention di Studio Blu, svoltasi lo scorso 17 giugno ad Abano Terme, in cui tutti gli affiliati riuniti hanno festeggiato i primi dieci anni di successi del gruppo sul territorio nazionale. Un incontro che ha sancito un cambiamento epocale anche nella comunicazione del gruppo, con la modifica del pay off del logo in: “Responsabilità & Risarcimento” che identifica a tutto tondo l’universo in cui operano i professionisti Studio Blu.

 

Ecco le testimonianze di alcuni di loro al termine delle due giornate di lavoro:

Abbiamo riaperto lo Studio, dopo il meeting, con ancora più voglia di fare…

Allora di nuovo i nostri ringraziamenti per tutto il lavoro che c’è stato dietro questi due giorni e per

l’impegno che ci

mettete per essere sempre pronti a darci una mano e per farci crescere professionalmente.

Antonella Mandelli e Guido Devizi – Treviglio (BG)

 

Devo dire che tutto il lavoro da Voi svolto per l’organizzazione si vede…..e garantisce un risultato  SPETTACOLARE!!!

Giovanna Rufolo – Pianezza (TO)

 

Il nostro meeting è sempre un bellissimo evento sia professionale che conviviale. Onore al merito a Massimo, Umberto, Loredana, Laura Daniele e tutto lo staff. Noi arriviamo al meeting quando è già tutto pronto e ne godiamo i frutti, senza pensare a quanto tempo e fatica sia costato organizzare un evento così bello e così ben organizzato.

Paola Borgogno – Torino

 

Il meeting, che dire…. è stata davvero una bella esperienza! E’ stato facile rapportarsi con gli altri, specialmente con i ra

gazzi chehanno aperto da poco come me. Abbiamo parlato fino alle 2 di notte delle varie problematiche; ognuno ha espresso con molta facilità i propri stati d’animo, le proprie paure e le varie difficoltà nel riuscire a svolgere un lavoro sereno….,

Isabellangela Capurso – Molfetta (BA)


 

 

E grazie per le due giornate che ci avete regalato, belle e soddisfacenti sotto ogni profilo.

 

Nazzareno Figoli – Albano Laziale (RM)

 

 

 


 

 

Buongiorno ragazzi, volevo unirmi ai ringraziamenti e complimentarmi con voi per la splendida organizzazione. La possibilità di confrontarsi con gli “anziani” del gruppo, è assolutamente arricchente, sentirsi parte del gruppo è la vitamina necessaria per ricaricarsi. Spegnere le prime 10 candeline di Studio Blu è stato emozionante, l’obiettivo di festeggiare insieme i prossimi 10 anni è la sfida!!!

Felice di esserci!

 

Giulia Buggea – Desio (MB)


 

Complimenti per la bella giornata e per il divertente “amarcord” che ci  avete fatto vedere.

Ringrazio soprattutto Massimo e Umberto che ce la mettono sempre tutta per organizzare questo ritrovo annuale, affiancati dalle loro bravissime e simpatiche collaboratrici

Bella la nuova immagine dei volantini e l’idea del prontuario.

 

Germana Mozzato – Chioggia (VE)

 

Con tre lustri di esperienza nel settore del risarcimento danni,  Massimo Quezel ed Umberto Coccia, hanno dato vita a quattro mani, ad un testo di sicuro interesse per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’infortunistica stradale, per tutti coloro che operano già nel settore, per tutti: l’ABC dell’infortunistica stradale!

Q e U, si propongono con questo testo,  di insegnare le basi dell’attività di consulente di infortunistica stradale, così come si insegna ad un alunno della prima elementare a scrivere nel rigo giusto e a fare le stanghette alla “a” ed i punti sulle “i”.

Una lettura non solo passiva, ma testi densi di domande per spronare il lettore ad analizzare con la propria coscienza, ciò che viene scritto, lasciando a ciascuno la libertà di capire, verificare l’ipercomplessità del mondo in cui si sta andando ad operare che muta alla velocità della luce.

Pochi e semplici concetti con un linguaggio a tutti comprensibile. Da qui la scelta di chiamarlo l’abc dell’Infortunistica Stradale. Pochi e semplici concetti perché questa professione non può essere appresa solo a livello teorico. Anzi. Come dicono gli inglesi: “repitition is mother of the skills”. Cioè la ripetizione è la madre di tutte le abilità. Ed è quindi la pratica, quotidiana che fà da migliore maestra. Ovviamente unita all’aggiornamento tecnico e professionale.

L’ABC dell’infortunistica stradale contiene le informazioni base, le fondamenta solide su cui costruire l’attività professionale di un consulente di infortunistica stradale. Ed un valido supporto durante lo svolgimento della stessa. La competenza e la professionalità sono le uniche armi a disposizione per emergere in un mercato altamente competitivo come quello dell’infortunistica stradale. E la conoscenza profonda della materia è la carta vincente per un confronto di pari livello con le compagnie assicurative che metteranno in atto tutte le tecniche a loro conosciute per risparmiare sulla liquidazione dei danni. Oggi più di ieri grazie all’introduzione dell’indennizzo diretto.

Il nostro obiettivo è invece quello di far ottenere ai nostri assistiti il giusto risarcimento, tenendo ben presente che nella contesa, la compagnia assicurativa riveste il ruolo debole di “debitore” e noi (i nostri clienti) quello forte di “creditore”. E che una volta che la stessa è messa in condizione, dal patrocinatore esperto, di poter quantificare un danno è obbligata a norma di legge a formalizzare congrua offerta (inviare i soldi!), così come previsto al II comma dell’art 148 del Nuovo Codice delle Assicurazioni

Fatto nostro questo concetto, unito alle competenze specifiche, il risultato è garantito.

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La Corte di Cassazione, con una recentissima ed epocale sentenza, ha sdoganato le tabelle del tribunale di Milano promuovendola, quasi, come tabella unica nazionale. Una sentenza che sicuramente farà scuola e storia nel mondo del risarcimento dei danni. Le macro lesioni subiranno una rivalutazione importante ma equa, in quasi tutto lo stivale. Gli ermellini dicono che:” il danno non patrimoniale derivante da lesione all’integrità psicofisica, secondo i riferimenti elaborati dai giudici lombardi, non è solo legittimo, ma anzi evita un uso squilibrato del concetto di equità e quindi il rischio di discriminazione tra cittadini…proprio lo spezzettamento del calcolo e dei risarcimenti che con tali sistemi possono oscillare tra 30 e 300 mila euro per la morte di un figlio, fa ritenere che l’equità non guidata colpisce elementari principi di uguaglianza, mina la fiducia dei cittadini nell’amministrazione della giustizia, lede la certezza del diritto e ostacola le conciliazioni.”

Tranne l’ANIA, che nella relazione dello scorso anno accusava proprio i togati meneghini di aver elaborato tabelle che avevano conseguito un aumento ingiustificato medio del 15% delle lesioni, molti diranno che giustizia è fatta. Ed evidente anche noi esprimiamo la massima soddisfazione per questo nuovo e condivisibile orientamento giurisprudenziale. Ci si domanda però al contempo se è corrette che il danneggiato e i suoi familiari hanno dovuto attendere ben 20 anni prima che la compagnia assicurativa liquidasse il giusto. Nella sentenza si legge:

 

Il danneggiato <<riportò lesioni che ne provocarono l’invalidità permanente totale (grave tetraparesi spastica, turbe mnesiche, disordini del linguaggio, importanti turbe di tipo vegetale indotte da un grosso infarto cerebrale, che occupa quasi tutto  l’emisfero di destra).>>

La dinamica?  la controparte invadeva il senso opposto di marcia.

 

La data del sinistro? 07 aprile 1992

 

Prosegue l’analisi della mediazione obbligatoria attraverso la video informazione del gruppo Studio Blu infortunistica Stradale. Stavolta l’ospite ed esperto del settore è l’avv.to Massimo Palisi, con il quale Umberto Coccia, traccia una panoramica del nuovo istituto in vigore da pochi giorni.

Sono passati oramai dieci anni da quando, nel giugno 2001, Massimo Quezel decise di dare i natali a quello che oggi rappresenta il primo franchising in Italia, di infortunistica stradale: Studio Blu. 85 agenzie operative sull’intero territorio nazionale, oltre 15000 clienti patrocinati nell’ultimo anno per oltre 100 milioni di euro di danni recuperati dai nostri affiliati sull’intero territorio nazionale.

Studio Blu ha fatto incontrare e poi unito sotto un unico marchio, una unica immagine ed uniformità operativa circa un centinaio di professionisti: da Bolzano a Canicattì.

E proprio nell’anno in cui l’Italia festeggia i 150 anni di unità Studio Blu spegne le sue prime 10 candeline. 10 anni in cui abbiamo lavorato al meglio per riunire sotto un unico marchio i migliori professionisti del risarcimento danni.

Di seguito proponiamo un brano emozionante, tratto dal sito istituzionale delle celebrazione www.italiaunita150.it, che vi invitiamo a visitare.

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