Un’indagine commissionata dalla compagnia assicurativa Warranty Direct ha analizzato le autovetture appartenenti alle principali case automobilistiche per verificarne la resistenza alle buche stradali, cercando di stabilire quali siano le auto a subire rispettivamente maggiori e minori danni.

Le autovetture risultate più “resistenti” con danni solo nell’1,2% dei casi appartengono alla giapponese Honda, seguita dalla connazionale Toyota e dalla coreana Hyundai per un podio tutto orientale. Nella graduatoria delle prime dieci ci sono ben otto marchi asiatici, mentre solo due posti il 7° ed il 9° sono lasciati alle europee Mini e Ford.

In classifica, dunque, al primo posto spicca Honda, seguita da Toyota, Hyundai, Nissan, Kia, Mitsubishi, Mini, Suzuki, Ford, Mazda. Le meno resistenti, invece, sono: Chrysler, Smart, Mercedes-Benz, Land Rover, Jaguar, Saab, Fiat, BMW, Seat, Vauxhall.

 

 

 

 

 

 

 

A fine anno 2011 il National Center for Health Statistics ha comunicato i risultati della sua ricerca sul tasso di mortalità degli statunitensi: per il terzo anno consecutivo, sono morti più statunitensi in seguito ad avvelenamenti (da droghe, medicinali) che in seguito ad incidenti stradali. I tecnici dell’NCHS hanno contato 32.885 persone rimaste vittime di incidenti stradali, mentre il numero dei cittadini uccisi da “poisoning” – questo il termine utilizzato e categoria nella quale spiccano Morfina e Vicodin – ammonta ad oltre 41.000. Negli anni precedenti, gli incidenti stradali hanno rappresentato la prima causa di morte da quasi 30 anni fino al 2008, quando venne registrato il sorpasso. Di particolare interesse anche il grafico relativo all’evoluzione della statistica, visto che gli incidenti stradali causano un numero minore di morti dagli ultimi 30 anni ad oggi: nel 1980 morirono lungo le strade quasi 25 persone ogni 100.000, mentre nel 2008 la proporzione si è ridotta fino a circa 12.5 persone ogni 100.000.

I ragazzi del programma televisivo Stuntbusters hanno replicato un esperimento già condotto nel 2009 dall’IIHS, ovvero l’istituito statunitense per la sicurezza stradale (differisce dall’NHTSA per la maggior severità dei crash test). In questa occasione si sono scontrate le Cadillac Sedan de Ville e Deville, risalenti al 1962 e al 2002, lanciate a 50 mph nel più anacronistico dei frontali. Lo scopo di questo crash test è evidenziare i progressi che le vetture hanno attraversato in questi 50 anni nel campo della sicurezza, dove il ruolo dell’IIHS è stato fondamentale. Infatti, come emerge anche dal video, il conducente della Cadillac Sedan de Ville avrebbe solo qualche problema alle ginocchia, mentre quello della Deville morirebbe all’istante.

Migliorare la sicurezza per il conducente del veicolo: questo l’obiettivo primario delle principali case automobilistiche, che solo in Europa e nell’ultimo anno hanno speso circa 20 miliardi di Euro.
La nuova Ford Focus riunisce una serie di tecnologie molto interessanti che, una volta provate da critici esperti del volante, funzionano davvero. La prima innovazione è l’Active City Sport, un sistema progettato per evitare i tamponamenti a bassa velocità, come solitamente avviene nella maggior parte dei sinistri nel traffico cittadino. Un laser ad infrarossi, che si ripete ben 100 volte al secondo e che sonda gli ostacoli, riesce a frenare l’auto senza l’intervento del conducente. Funziona sotto i 30 km/h e per distanze tra le due auto inferiori a 15 km/h.
Il BLIS (Blind Sport Information System), poi, grazie ad un led giallo posizionato sull’estremità degli specchietti retrovisori esterni, avvisa il conducente del sopraggiungere di un veicolo nei rispettivi angoli morti. Si attiva oltre i 10 km/h ed è perfetto per i viaggi in autostrada o nei viali a più corsie: segnala infatti sia il sopraggiungere di auto che di moto.
Il sistema di controllo delle eventuali uscite di corsia è davvero migliorato nella nuova Focus. Oltre all’avvisatore acustico è stata inserita anche una leggera vibrazione dello sterzo, che si attiva quando si sta per oltrepassare una corsia senza usare la freccia. Un’innovazione interessante è la sterzata autonoma, che riporta l’auto in carreggiata: funziona oltre i 60 km/h e quando vi è un contatto del mano con il volante, con la possibilità di essere disattivato in ogni momento.
A partire dal 2012 arriveranno sulle Ford anche le cinture di sicurezza con airbag. Più comode e soffici di quelle tradizionali, serviranno a  proteggere ulteriormente petto e collo.

Sono davvero interessanti gli ultimi risultati dell’EuroNCAP, il programma internazionale per la sicurezza dei veicoli promosso dall’ACI con altri Automobile Club internazionali insieme a varie associazioni di produttori, consumatori ed assicurazioni, nonché sette governi europei (www.euroncap.com). Tra tutte le vetture testate, oggetto degli ultimi esami sono state l’Audi A6, la Bmw X3, le Chevrolet Aveo e Orlando, la Citroen DS5, la Hyundai i40, la Kia Picanto, l’elettrica Opel Ampera, le Volkswagen Golf Cabriolet e Jetta. Tutte sono state premiate con il massimo punteggio di 5 stelle, tranne la Picanto che si è fermata a 4 stelle anche per l’assenza del sistema per il controllo elettronico della stabilità (ESP) nell’equipaggiamento di serie sull’intera gamma. Enrico Gelpi, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, ha commentato: ”Le auto offrono standard di protezione sempre più elevati per gli occupanti e un grande contributo alla sicurezza arriverà l’anno prossimo con l’ESP obbligatorio per i veicoli di nuova immatricolazione. Le Case automobilistiche devono però dedicare più attenzione ai pedoni nella progettazione delle vetture”.  Se le auto, infatti, risultano essere sempre più sicure per i passeggeri e per chi le guida, non è così per i pedoni. L’ Opel Ampera, l’Audi A6 e la Citroen DS5 hanno raggiunto quest’anno gli standard minimi di EuroNCAP nella protezione dei pedoni in caso di impatto, ma nessuna delle dieci vetture testate ha ottenuto le 5 stelle con i nuovi e più stretti criteri in vigore dal 2012. Il programma EuroNCAP ha voluto premiare anche i migliori dispositivi per la prevenzione degli incidenti, come il Bmw Advanced eCall e il Citroen Localized Emergency Call, in grado di attivare automaticamente la chiamata di emergenza al pronto soccorso in caso di sinistro, e il Mazda Rear Vehicle Monitoring, che aiuta il conducente durante il cambio di corsia, avvisandoci di un eventuale veicolo che sopraggiunge da sinistra.

Manca meno di un mese al 64° Salone dell’Automobile di Francoforte, evento fieristico a cadenza biennale fondamentale per chi desidera tenersi aggiornato sulle novità in campo automobilistico. La Germania si è posta infatti al vertice della classifica europea delle organizzatrici di eventi fieristici, proponendo manifestazioni business to business e to consumer di grande rilievo. Nello specifico, è lei la nazione trainante dell’economia europea nel settore automobilistico, grazie ad una forte vocazione per l’export e ad una consolidata ricerca di innovazione e sicurezza. Da giovedì 15 a domenica 25 settembre la Germania manterrà il suo primato a livello europeo? Dalle premesse sembra proprio di sì.
Molte le novità che già circolano in rete: di seguito una breve sintesi delle novità attese per questa edizione del IAA (www.iaa.de). Audi porta a Francoforte la crossover SUV compatta Audi Q3 che va ad attaccare frontalmente le BMW X1 ed X3. Quest’ultima, dal canto suo, propone la serie BMW i, dalla BMW i3 alla BMW i9 che si caratterizzano per la loro vocazione ecologica, senza compromettere però le prestazioni tipiche del marchio. BMW punta a Francoforte sulla nuova BMW Serie 1: vi sarà la BMW Serie 1 berlina e Touring e la BMW Serie 2 coupé e cabriolet, insieme alle BMW serie 3 e BMW Serie 4. La tedesca Volkswagen fa scintille con il suo enorme stand e a Francoforte porta la citycar Volkswagen Up, facendo poi toccare con mano il nuovo Maggiolino. Mercedes svela finalmente la nuova Classe A e la nuova Classe B. La prima è una sportiva giovanile, mentre la Classe B resta un’elegante monovolume. Mini si presenta con la nuova Mini Coupé e con la Mini Roadster. La novità presentata da Renault riguarda Twingo e Clio (quarta generazione) a cui si aggiunge la concept car della futura Kangoo che sarà offerta in versione elettrica zero emissioni. Citroen punta in Germania sulla sua Citroen DS5 in versione definitiva dopo averla fatta vedere, sotto forma di concept, in Cina a Shangai. Peugeot fa debuttare in Germania la Peugeot 508 RXH, cugina della DS5 che con lei è accomunata dal motore ibrido diesel che eroga 200 cavalli. Come la DS5 anche la Peugeot 508 RXH vuole essere un crossover gentile. L’americana Ford, che ha quasi interamente spostato la produzione europea proprio in Germania, punta a fare bella figura quasi fosse “di casa”. La novità più importante è la Ford nuova Kuga (derivata dalla concept Vertrek) per rilanciarla e portarla nuovamente ai vertici insidiando proprio la VW Tiguan.  Novità attese anche sulle gamme Mondeo e Fiesta con facelift a cui si aggiunge la cattiva Ford Focus ST. Maserati, dopo l’alleanza con Chrysler Jeep, porta finalmente una SUV ad un salone dopo anni di attesa. Per quanto riguarda le italiane, Ferrari mette in mostra la fiammante Ferrari 458 Spider, erede della Ferrari 360 Spider. Fiat punta su Francoforte per proporre la nuova generazione della Fiat Panda che presenta subito anche nella variante Fiat Panda 4×4.

Stando a quanto emerso da alcuni rumors circolanti in rete e riportati dal detroitnews.com, sembrerebbe che Toyota stia lavorando sullo sviluppo di un sistema di sterzo che abbia la funzionalità di evitare eventuali collisioni dell’auto. Il nuovo sistema di sterzata automatica, su cui il colosso giapponese non ha voluto commentare nulla, sarebbe ideato per prevenire una potenziale collisione con altri veicoli o pedoni.
Il dispositivo funzionerebbe grazie ad un sensibilissimo radar che lavora in sinergia con una telecamera montata nella parte anteriore dell’auto, entrambi adibiti al monitoraggio del traffico che precede o all’eventuale presenza di pedoni sulla strada. Un computer collegato ai due dispositivi sarebbe capace di calcolare, in base alla velocità, il corretto angolo di sterzata e la giusta forza frenante necessari per evitare l’impatto.
Quest’apparecchiatura sarebbe stata ideata specialmente per la salvaguardia dei pedoni e per minimizzare i danni che un guidatore in preda ad un attacco di cuore o ad altro malore potrebbe causare a persone o cose.

Il “Bollino Blu” sparirà, nel Comune di Torino e nella Regione Piemonte, per le auto Euro 3, 4 e 5. Dal 2012, poi, il bollino verrà abolito anche per le Euro 0. “Una gabella inutile”, secondo il governatore Roberto Cota, soprattutto da quando il nuovo Codice della Strada aveva reso biennali le revisioni e “le nuove tecnologie avevano portato a produrre auto sempre meno inquinanti”. Alberto Ravello, Assessore all’Ambiente, ha precisato che il provvedimento è un “riconoscimento dello sforzo che gli automobilisti hanno fatto per dotarsi di auto meno inquinanti”, e non un calo di attenzione da parte dell’amministrazione regionale verso la salute dei propri cittadini. Per le motorizzazioni più vecchie (Euro 0, 1 e 2), ormai in numero così ridotto da non incidere più di tanto sull’inquinamento, l’abolizione dovrebbe scattare invece dal 1° gennaio 2012.
In ogni caso, negli ultimi anni il bollino blu veniva richiesto in misura sempre minore, nonostante costasse solo 13 euro: erano in pochi a recarsi nelle officine autorizzate per questo controllo. Anche le pattuglie di vigili e Polstrada chiudevano spesso un occhio di fronte alla mancata esposizione del bollino. Ci si auspica che, presto, anche altri Comuni e altre Regioni decidano di sopprimere questa tassa, da cui sono esentate solo le vetture d’epoca registrate nell’apposito albo, i veicoli a “emissioni zero” e quelli delle Forze Armate o con targa non civile.

Venerdì 20 maggio 2011 è stato inaugurato un nuovo laboratorio di formazione professionale per carrozzieri a Roma, presso il Centro di Formazione  Professionale CNOS-FAP Teresa Gerini. Ogni Centro di Formazione Professionale della Federazione CNOS-FAP coltiva il rapporto con il mondo produttivo del proprio territorio, usufruendo di modalità lavorative, come lo stage ad esempio, utili a sintonizzare l’offerta formativa sulle esigenze aziendali, molto spesso partner e sponsor del progetto. Inoltre viene così proposta agli allievi una formazione basata su specifiche competenze.
Una recente statistica elaborata dagli addetti al settore evidenzia che in Italia il reparto Carrozzeria abbisogna di circa 8.000 nuovi  addetti. La manualità della carrozzeria d’altronde oggi ha un diverso “appeal” rispetto al passato, in quanto l’attività che si svolge ha conosciuto negli ultimi anni un sensibile miglioramento delle condizioni di lavoro, grazie anche ad un diverso eco-impatto dei materiali impiegati come ad esempio, le nuove vernici ad acqua.
In varie province d’Italia ci sono stati tentativi simili (corsi di formazione, scuole, laboratori professionali), alcuni con riscontri positivi come a Pordenone il Villaggio del Fanciullo o a Bolzano il Centro professionale Einaudi.
Bravi i coordinatori del Centro di Formazione  Professionale CNOS-FAP Teresa Gerini di Roma che hanno investito insieme alle aziende partner per il futuro delle carrozzerie.
Per info: www.cnos-fap.it
Istituto Salesiano Teresa Gerini – Centro Formazione Professionale
Via Tiburtina 994
00156 ROMA
Tel. 06 4073586 Fax 06 4073586

Sabato 28 maggio, in Fiera di Bologna, si è svolta una manifestazione non programmata. In occasione di Autopromotec, infatti, la 24° Biennale Internazionale di Attrezzature e dell’Aftermarket Automobilistico, dallo stand di Intercar è partito un vero e proprio corteo di manifestanti diretto alla postazione di Auto Presto&Bene.
Quest’ultimo è il servizio di autoriparazione destinato ai Clienti del Gruppo Fondiaria Sai – coloro che hanno questo servizio in polizza, a fronte di una riduzione del premio, sono obbligati a rivolgersi, in caso di sinistro, alle carrozzerie convenzionate che fanno parte del circuito.
Il corteo ha formato un cordone umano attorno allo stand di AP&B, condito da offese e urla di “vergogna”!
Il consorzio che unisce i carrozzieri d’Italia, quindi, sembra davvero non starci: i motivi della protesta sono chiari a chi svolge questa professione.
Altro impedimento arriva dal mondo dei periti, liberi professionisti che si vedono sottrarre il lavoro, in quanto viene sostituito dalle foto digitali che il carrozziere è già obbligato ad effettuare nel circuito Presto&Bene.
Una manifestazione improvvisata, costituita da grida e insulti, peraltro in un ambiente di livello come quello di Bologna Fiere, è sinonimo di quanto in effetti sia sentito il problema nel mondo dei carrozzieri.
Tratto da www.ilcarrozziere.it/blog/