All’interno del centro prenotazioni di un presidio ospedaliero dell’alta padovana, affianco ad opuscoli “promozional – informativi” ne rinveniamo uno dal titolo: “Il colpo di frusta”. Prosegue poi il sottotitolo: “E’ importante sapere che … Consigli Utili”, a cura del Dipartimento di Riabilitazione.
Incuriositi, proseguiamo la nostra lettura all’interno dell’opuscolo e rinveniamo:
“…spesso però, nel giro di 12-24 ore compaiono dei fastidiosi dolori al collo accompagnati da rigidità nei movimenti e, a volte, da altri sintomi che spingono il malcapitato a tornare in ospedale…”
“Durante il tamponamento il tratto cervicale viene sottoposto ad una estensione e successiva flessione che a seconda della forza dell’impatto può provocare lesioni di gravità variabile. Le lesioni più importanti vengono identificate rapidamente al Pronto Soccorso dove, a seconda del giudizio del medico e della gravità del caso, viene eventualmente eseguita una radiografia che permette di visualizzare le strutture ossee e le connessioni tra le vertebre: i successivi accertamenti permettono di instaurare il trattamento opportuno.”
“Dolore e rigidità possono essere presenti per un periodo di durata variabile e limitare le attività quotidiane”.
“Seguiti i consigli terapeutici forniti al Pronto Soccorso e superata la fase acuta, i sintomi tendono ad attenuarsi con il passare dei giorni e, nella maggior parte dei casi, si risolvono in un periodo medio di due mesi. … In questo periodo si possono avvertire anche vertigini, formicolii alle braccia o alle mani, dolore irradiato anche al dorso ed alla zona lombare…”
“Gradualmente la mobilità del collo migliorerà, ed anche il dolore che accompagnava i movimenti si attenuerà man mano. Contemporaneamente si potranno riprendere le proprie attività abituali iniziando dalle meno gravose. Le attività che costringono in posizioni fisse prolungate andranno interrotte di frequente facendo gli esercizi…”
Se uniamo queste informazioni a quanto statuito dall’art 32 della Costituzione Italiana combinato coi disposti degli articoli 2043 e 2054 del Codice Civile, restiamo disorientati leggendo invece le affissioni pubblicitarie in quel della Puglia, ad opera degli agenti assicurativi, dal titolo “Stupidi Furbetti”. L’obiettivo di questa iniziativa, segnalano, è quello di smontare i presupposti della truffa, rappresentando con nasi da Pinocchio e collarini sanitari le richieste risarcitorie, a loro dire esagerate, legate a lesioni fisiche. Dicono ancora gli agenti: “stiamo parlando di persone che frodano e che pensano di essere così Furbetti, simulando colpi di frusta immaginari…”
Prima di proseguire la nostra dissertazione sottolineiamo ancora una volta (in più occasioni lo abbiamo ribadito nei nostri articoli) la nostra totale e severa condanna alle truffe assicurative. E ribadiamo la nostra disponibilità, in quanto operatori del settore, ad una massima collaborazione con le compagnie, con le autorità e gli organi di controllo ad una lotta serrata contro le frodi.
La giusta condanna alle frodi e a tutto quanto risulti illecito nel nostro stato di diritto, ci trova concordi fino a quando l’esasperazione mediatica ad opera dell’ANIA non faccia venir meno la garanzia costituzionale del diritto alla salute ed il diritto del danneggiato di ricevere il giusto ristoro ai pregiudizi subiti. Contrastiamo le frodi per salvaguardare i diritti dei danneggiati e degli assicurati. E questo non può essere possibile se c’è disinformazione.
Navigando il sito internet dell’Associazione delle Compagnie assicurative, ANIA, si reperiscono esclusivamente articoli dai seguenti titoli:
- Truffa sulla RCA e record al SUD – 05/09/2011
- Assicurazioni e danni biologici arriva la stretta del governo – 04/08/2011
- Bari da Record: feriti in un incidente su tre – 14/07/2011
- Falsi incidenti maxi truffa al Fondo – 07/07/2011
- Falsi incidenti stradali e truffe – 17/05/2011
La lista è lunga e monotona: truffe, truffe, falsi, truffe, truffe, falsi… Tanto da costringere il web master ANIA a dedicare un’intera sessione del sito, suddivisa per anni dal 2009 ai giorni nostri, con una strepitosa raccolta di articoli e interviste coi soliti titoli: truffe, truffe, falsi, truffe, truffe, falsi…
Condanniamo ed inaspriamo le pene per le frodi assicurative. Lo ribadiamo. Al contempo non possiamo accettare passivamente le dichiarazioni di Verdone, Direttore Auto dell’ANIA, in un articolo de “Il Sole 24 Ore” dello scorso 5 settembre: “…ci vuole una radicale modifica delle regole sui risarcimenti che consenta alle compagnie di non pagare (sostanzialmente bloccando il conteggio dei termini) fino a quando ci sono elementi di sospetto sul sinistro.” E poi prosegue: “Si chiede anche di ridurre la valutazione delle lesioni lievissime a persona, di fatto eliminando i falsi colpi di frusta dall’attuale tabella prevista dalla legge….”
Ci viene da chiedere al Dott. Verdone se nelle attuali tabelle di legge è contemplata la valorizzazione del “falso” colpo di frusta o se più semplicemente non si vogliono più pagare, in maniera arbitraria e anticostituzionale, le lesioni lievi dei danneggiati. Quindi la soluzione all’annosa questione degli aumenti delle tariffe RCA sarebbe di facile soluzione ci pare di capire: non liquidiamo più i danni fino al 4% di invalidità permanente. E per quelli più gravi? Non paghiamo più fino a quando non saranno svaniti tutti gli elementi di sospetto con relativa sospensione dei termini.
Tradotto per i non tecnici: non paghiamo più. E basta. Questo sarebbe l’obiettivo dell’ANIA e delle compagnie. O se proprio dovessero pagare qualcosa, il meno possibile, facendo approvare ai nostri governanti anche la tabella unica nazionale che falcia circa il 50% dei risarcimenti per le gravi lesioni.
Ci sentiamo pertanto in obbligo morale e sociale di tentare di riequilibrare, a partire da questo post, la comunicazione e l’informazione verso i consumatori, raccontando, dall’altra parte della scrivania come si comportano le compagnie di fronte all’obbligo di liquidare un danno. Raccontando e documentando la nostra quotidiana attività in difesa dei lesi diritti dei danneggiati nelle sedi stragiudiziali e giudiziali.