L’interazione tra riabilitazione e meccatronica continua, grazie alla sperimentazione di strumenti ad alto contenuto tecnologico per il settore Biomedicale, in particolar modo per la Riabilitazione Neurologica ed Ortopedica. Tali sistemi, tutti coperti da brevetto commerciale, sono interamente sviluppati dal team di progettisti che è responsabile di tutte la fasi di sviluppo del prodotto. ULTRA, ad esempio, è un braccio snodabile collegato ad un computer, in grado di “allenare” a tu
tti gli effetti il paziente colpito da ictus, grazie al monitoraggio dei movimenti più opportuni: presa di oggetti virtuali fissi o in movimento, puntamento, trascinamento lungo traiettorie circolari o lineari, andando a stimolare sia le capacità neuromotorie che quelle cognitive, che dopo un ictus possono essere compromesse. Il progetto, chiamato Robocare, viene portato avanti da Humanware (http://www.hmw.it/), un’azienda nata come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Gli strumenti robotici sono flessibili, si possono adattare alla gravità dei sintomi; inoltre, i risultati sono immediati e si valutano con precisione i possibili obiettivi, rendendo la riabilitazione un processo molto più motivante anche per il paziente.
Un altro strumento robotico che attualmente si sta sperimentando grazie ai test condotti da Federico Posteraro al Centro di Riabilitazione Auxilium Vitae di Volterra è MOTORE. Si tratta di un braccio robotico alimentato a batterie, che comunica wireless col computer. E’ un dispositivo concepito per fornire un’esperienza interattiva al paziente, facilitando la sua riabilitazione. E’ in grado di “sentire” la forza esercitata dal paziente e reagire proporzionalmente ad essa. Una volta infilato, lo strumento monitora, oltre alla forza, anche velocità, accelerazione, posizione e orientamento dell’arto del paziente.
Si pensa già ad una sua ampia applicazione nella neuroriabilitazione robotica dei bambini disabili che, a differenza degli adulti, si trovano a dover imparare un movimento da zero, senza una precedente esperienza delle connessioni spazio-direzioni, come invece avviene per i pazienti adulti colpiti da ictus.
Lunedi 2 maggio 2011 l’ANVAR (Associazione Nazionale Vittime dell’Abusivismo in Riabilitazione) ha incontrato il Senatore Cristano De Eccher (PdL), che assieme al Senatore Giacomo Santini (PdL) ha voluto prendere in considerazione le richieste dell’Associazione su “Istituzione dell’Ordine Professionale (disegno di legge 1142) E aggravamento delle sanzioni previste in caso di esercizio abusivo ex.art.348 c.p.”. Ottenere strumenti normativi adeguati a contrastare efficacemente il fenomeno dell’abusivismo in riabilitazione, questo lo scopo dell’incontro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti, è l’ennesimo caso di abusivismo, questa volta scoperto a Vigasio (VR), dove il “professionista” in questione da ben vent’anni era completamente sconosciuto al Fisco, e che in spregio non soltanto delle norme ma anche delle stesse vittime, teneva appeso in studio la storia di ANVAR (!), quando l’abusivo era proprio lui!
L’ANVAR chiede:
- La vigilanza sul territorio da parte delle Istituzioni;
- L’istituzione di un registro all’interno delle ULSS che permetta al cittadino di poter verificare la effettiva abilitazione del personale che eroga trattamenti sul territorio;
- L’aggravamento delle sanzioni previste dall’art. 348 C.P. in caso di esercizio abusivo di una professione;
- Che siano perseguiti anche gli stessi professionisti sanitari ai sensi dell’art. 362 C.P. in caso di omessa denuncia alle Autorità dei casi di abusivismo di cui vengono a conoscenza.
“Aspetteremo ancora, ma ad un certo momento scenderemo a Roma, andremo in piazza a manifestare per la tutela delle vittime dell’abusivismo, che spesso conduce a scoprire altri reati” – in un altro caso, grazie ad ANVAR, fu scoperto un giro di certificati falsi, esteso a tutt’Italia (ndr) – “Siamo stufi di promesse, è dal 1997 che chiediamo tutele al Governo e ogni volta il problema non si risolve, fino a farci dubitare della reale volontà di cambiare le cose.”- commenta Flora Virgillito, Presidente di ANVAR, vittima di danni enormi a causa delle manovre di un falso terapeuta .
Per segnalare soggetti o centri dove viene svolta abusivamente la fisioterapia:
NUMERO VERDE SOS ABUSIVISMO 800974309 (risponde il Sindacato Italiano Fisioterapisti)
www.anvar.it
La Federazione Italiana Fisioterapisti (A.I.Fi.) ha promosso il codice di autoregolamentazione in materia di Pubblicità Informativa Sanitaria, approvato dalla sua Direzione Nazionale nel 2009 e da CittadinanzAttiva nel 2010, movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.
Prendendo come riferimento otto normative chiave tra la professione di fisioterapista e la pubblicità sanitaria, l’A.I.Fi. si concentra sull’obbligo per il professionista di mantenere la propria correttezza deontologica: “La finalità della pubblicità informativa sanitaria perciò non può essere solo quella della promozione fine a se stessa, ma ……. ha il compito di fornire ai cittadini delle informazioni utili per una scelta consapevole…..La pubblicità sanitaria deve rispettare, nelle forme e nei contenuti, i principi di correttezza informativa e di responsabilità professionale”.
In allegato il codice di autoregolamentazione: Codice AIFi
Andare in farmacia anche per farsi fare un’iniezione dall’infermiere o una medicazione, oppure un trattamento dal fisioterapista. E’ possibile dal 4 maggio in tutti gli esercizi che attiveranno questi servizi. Entra infatti in vigore il decreto attuativo della recente legge sulla farmacia dei servizi, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 19 aprile 2011, che definisce, in sei articoli, le regole per le prestazioni che questi professionisti potranno fornire nelle farmacie.
Infermieri professionali e fisioterapisti – sotto la responsabilità del farmacista – oltre a fare iniezioni o medicazioni, potranno assistere il paziente nell’esecuzione delle analisi di prima istanza (come controllo della glicemia, del colesterolo, dei trigliceridi e altro), informarlo partecipando a programmi di educazione sanitarie, e offrire indicazioni per una migliore aderenza alle terapie seguite. Gli infermieri – sempre all’interno dei servizi offerti dalle farmacie – potranno anche recarsi al domicilio del paziente per eseguire, su prescrizione medica, prestazioni di loro competenza.
Anche i fisioterapisti, sempre su prescrizione medica, potranno effettuare – sia in farmacia, sia al domicilio del paziente – le prestazioni definite dal loro profilo professionale: riabilitazione, recupero delle disabilità, massaggi, massoterapia. La farmacia, dal canto suo, dovrà mettere a disposizione strutture adeguate dove il paziente possa usufruire delle prestazioni di infermieri e fisioterapisti.
L’attivazione di nuovi servizi, si legge nel decreto, “non può comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”. Per quanto riguarda la loro remunerazione, i criteri generali vengono fissati nell’accordo nazionale collettivo, mentre gli accordi regionali successivi fissano “i requisiti minimi di idoneità dei locali nel cui ambito le prestazioni sono erogate”.
Ma “fino all’entrata in vigore degli accordi regionali, i requisiti minimi dei locali sono quelli che le vigenti disposizioni di legge stabiliscono per lo svolgimento di attività infermieristiche e fisioterapiche”.
Nelle farmacie, in ogni caso, potranno operare solo “infermieri e fisioterapisti, in possesso di titolo abilitante”. Mentre “il farmacista titolare o direttore è tenuto ad accertare, sotto la propria responsabilità, il possesso di tali requisiti”. Il farmacista deve anche occuparsi del “coordinamento organizzativo e gestionale dei nuovi servizi”.
Martedì 22 marzo la VII Commissione del Senato, riunita in sede referente, ha licenziato il ddl n. 572-b “Abrogazione dell’articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di equipollenza di diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia, e disposizioni relative al conseguimento della laurea in fisioterapia da parte di studenti e laureati in scienze motorie”.
Soddisfatta per il risultato, l’AIFI, l’Associazione Italiana Fisioterapisti.
In allegato il resoconto delle ultime sedutein Commissione al Senato.
L’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) ha iniziato un’azione per contrastare il piano di indirizzo per la Riabilitazione. Toscana, Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia, e a breve in tutte le Regioni italiane, sono gia’ operative, attraverso contatti con gli assessorati competenti, per impedirne l’applicazione. L’iniziativa vede l’Aifi e la Federazione di Logopedisti Italiani (FLI) a fianco di Cittadinanzattiva e di molte associazioni per i diritti dei diversamente abili riunite in Fish. ”Avevamo da subito annunciato la nostra contrarieta’ alla Conferenza Stato-Regioni e al Ministero – spiega Antonio Bortone, presidente Aifi – affinche’ ci fosse un ripensamento su molte tematiche contenute nel Piano”. Sollecitato anche il Sottosegretario, on. Martini, ad un confronto chiaro e costruttivo. ”Utilizzeremo – continua – ogni strumento legale atto a neutralizzare il tentativo di applicare questo piano. Analizzeremo tutte le eventuali delibere attuative delle Regioni valutandone i termini d’illegalita’ rispetto alle Linee guida del 1998, che intendiamo difendere e confermare nei principi e nella valorizzazione della multiprofessionalita”’. E conclude: ”Questo piano non e’ condiviso da nessuno di coloro che affrontano i problemi della riabilitazione, siano Medici o Professioni Sanitarie. La riabilitazione e’ una cosa seria e non puo’ esser oggetto di baratto di potere”.
Fonte ANSA
La fascite plantare è la fastidiosa infiammazione del legamento arcuato del piede. Secondo un recente studio americano, pubblicato sul Journal of Bone and Joint Surgery, il dolore provocato dall’infiammazione può essere validamente contrastato con lo stretching. Secondo lo studio l’esercizio di allungamento muscolare è utilissimo nella fase acuta, addirittura più efficace delle onde d’urto. La ricerca è stata condotta su di un campione di un centinaio di pazienti, trattati con i due sistemi, comparando poi la soddisfazione dei risultati ottenuti: 65% di soddisfatti per lo stretching, 29% per l’onda d’urto.
(fonte www.fisionline.org)
Cosa fare quando una tendinopatia non risponde ne ai farmaci ne alla fisioterapia? prima di ricorrere all’intervento chirurgico oggi si può tentare un trattamento con onde d’urto. Questo nuovo approccio, rivela uno studio italiano, sarebbe d’aiuto per diminuire il dolore e migliorare la funzionalità.
Le onde d’urto sono attualmente utilizzate per curare diversi disturbi muscolo scheletrici, e funzionano stimolando i naturali processi biologici di riparazione. Uno studio, recentemente presentato ha evidenziato l’utilità dell’onda d’urto anche nel caso di un’altra tendinopatia, quella che riguarda i tendini di inserzione prossimale degli ischiocrurali, cioè i muscoli estensori dell’anca e flessori del ginocchio. È una tendinopatia, abbastanza frequente negli sportivi, provoca dolore sotto il gluteo in particolare quando si assume una posizione con le gambe semidistese , se si prova a correre, a saltare un ostacolo o a calciare un pallone. Gli studi fatti su 40 atleti professionisti di differenti discipline hanno rilevato che, dopo tre mesi di trattamento, quelli in terapia con onde d’urto mostravano buoni miglioramenti.
Le onde d’urto possono rappresentare una valida alternativa da considerare quando i normali trattamenti falliscono e come alternativa alla chirurgia. I risultati si cominciano a vedere già dopo un paio di sedute, ma diventano apprezzabili dopo almeno tre o quattro.
Le onde d’urto sono, in pratica, degli impulsi pressori con un fronte di salita rapidissimo che generano una forza meccanica diretta indirizzabili sulle parti del corpo da trattare. Le pressioni possono causare dei piccoli edemi, sono quindi sconsigliate per chi soffre di problemi di coagulazione e in chi assume farmaci anticoagulanti. Altre controindicazioni possono riguardare i portatori di pacemaker, e in presenza di tumori e malattie neurologiche. Per precauzione, in assenza di dati certi, se ne sconsiglia l’impiego anche nei bambini e nelle donne in gravidanza. Come per qualsiasi altra terapia fisica è importante affidarsi a mani esperte per evitare spiacevoli inconvenienti.
Secondo le disposizioni contenute nei 3 decreti attuativi inviati dal Ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, alle Regioni, nuove attività rientrano nelle prestazioni erogabili dalle farmacie, che diventano un vero e proprio polo sanitario territoriale integrato con gli altri servizi delle ASL. Tra le prestazioni direttamente erogabili dalla farmacie, secondo la riforma, il cui iter di approvazione ha preso il via il 9 ottobre 2010, c’è anche la fisioterapia. Infermieri e fisioterapisti entrano in farmacia. Tralasciamo i compiti che competono agli infermieri per entrare più nel dettaglio delle prestazioni erogabili dai fisioterapisti: a) definizione del programma prestazionale per gli aspetti di propria competenza, volto alla prevenzione, all’individuazione ed al superamento del bisogno riabilitativo; b) attivita’ terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilita’ motorie, psicomotorie e cognitive e viscerali utilizzando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali; c) verifica delle rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale. In farmacia si potranno prenotare, pagare e ritirare referti relativi alle visite specialistiche. Le farmacie, con una postazione dedicata, possono operare come accesso al Sistema CUP per prenotare visite specialistiche ambulatoriali presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, provvedere al pagamento delle quote a carico del cittadino e ritirare i relativi referti ed effettuare direttamente una serie di analisi e test. I decreti sono stati trasmessi alla Conferenza Stato Regioni e un loro esame è ipotizzabile per la fine del mese di ottobre.