Da oltre 10 anni Studio Blu si è prende la responsabilità di far ottenere il giusto risarcimento ai danneggiati.

Da oltre 10 anni Studio Blu si impegna per il rispetto delle regole e dei diritti delle persone.

15 mila danneggiati si rivolgono a Studio Blu ogni anno in tutta Italia.

Questi sono i numeri che hanno caratterizzato la convention di Studio Blu, svoltasi lo scorso 17 giugno ad Abano Terme, in cui tutti gli affiliati riuniti hanno festeggiato i primi dieci anni di successi del gruppo sul territorio nazionale. Un incontro che ha sancito un cambiamento epocale anche nella comunicazione del gruppo, con la modifica del pay off del logo in: “Responsabilità & Risarcimento” che identifica a tutto tondo l’universo in cui operano i professionisti Studio Blu.

 

Ecco le testimonianze di alcuni di loro al termine delle due giornate di lavoro:

Abbiamo riaperto lo Studio, dopo il meeting, con ancora più voglia di fare…

Allora di nuovo i nostri ringraziamenti per tutto il lavoro che c’è stato dietro questi due giorni e per

l’impegno che ci

mettete per essere sempre pronti a darci una mano e per farci crescere professionalmente.

Antonella Mandelli e Guido Devizi – Treviglio (BG)

 

Devo dire che tutto il lavoro da Voi svolto per l’organizzazione si vede…..e garantisce un risultato  SPETTACOLARE!!!

Giovanna Rufolo – Pianezza (TO)

 

Il nostro meeting è sempre un bellissimo evento sia professionale che conviviale. Onore al merito a Massimo, Umberto, Loredana, Laura Daniele e tutto lo staff. Noi arriviamo al meeting quando è già tutto pronto e ne godiamo i frutti, senza pensare a quanto tempo e fatica sia costato organizzare un evento così bello e così ben organizzato.

Paola Borgogno – Torino

 

Il meeting, che dire…. è stata davvero una bella esperienza! E’ stato facile rapportarsi con gli altri, specialmente con i ra

gazzi chehanno aperto da poco come me. Abbiamo parlato fino alle 2 di notte delle varie problematiche; ognuno ha espresso con molta facilità i propri stati d’animo, le proprie paure e le varie difficoltà nel riuscire a svolgere un lavoro sereno….,

Isabellangela Capurso – Molfetta (BA)


 

 

E grazie per le due giornate che ci avete regalato, belle e soddisfacenti sotto ogni profilo.

 

Nazzareno Figoli – Albano Laziale (RM)

 

 

 


 

 

Buongiorno ragazzi, volevo unirmi ai ringraziamenti e complimentarmi con voi per la splendida organizzazione. La possibilità di confrontarsi con gli “anziani” del gruppo, è assolutamente arricchente, sentirsi parte del gruppo è la vitamina necessaria per ricaricarsi. Spegnere le prime 10 candeline di Studio Blu è stato emozionante, l’obiettivo di festeggiare insieme i prossimi 10 anni è la sfida!!!

Felice di esserci!

 

Giulia Buggea – Desio (MB)


 

Complimenti per la bella giornata e per il divertente “amarcord” che ci  avete fatto vedere.

Ringrazio soprattutto Massimo e Umberto che ce la mettono sempre tutta per organizzare questo ritrovo annuale, affiancati dalle loro bravissime e simpatiche collaboratrici

Bella la nuova immagine dei volantini e l’idea del prontuario.

 

Germana Mozzato – Chioggia (VE)

 

Con tre lustri di esperienza nel settore del risarcimento danni,  Massimo Quezel ed Umberto Coccia, hanno dato vita a quattro mani, ad un testo di sicuro interesse per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’infortunistica stradale, per tutti coloro che operano già nel settore, per tutti: l’ABC dell’infortunistica stradale!

Q e U, si propongono con questo testo,  di insegnare le basi dell’attività di consulente di infortunistica stradale, così come si insegna ad un alunno della prima elementare a scrivere nel rigo giusto e a fare le stanghette alla “a” ed i punti sulle “i”.

Una lettura non solo passiva, ma testi densi di domande per spronare il lettore ad analizzare con la propria coscienza, ciò che viene scritto, lasciando a ciascuno la libertà di capire, verificare l’ipercomplessità del mondo in cui si sta andando ad operare che muta alla velocità della luce.

Pochi e semplici concetti con un linguaggio a tutti comprensibile. Da qui la scelta di chiamarlo l’abc dell’Infortunistica Stradale. Pochi e semplici concetti perché questa professione non può essere appresa solo a livello teorico. Anzi. Come dicono gli inglesi: “repitition is mother of the skills”. Cioè la ripetizione è la madre di tutte le abilità. Ed è quindi la pratica, quotidiana che fà da migliore maestra. Ovviamente unita all’aggiornamento tecnico e professionale.

L’ABC dell’infortunistica stradale contiene le informazioni base, le fondamenta solide su cui costruire l’attività professionale di un consulente di infortunistica stradale. Ed un valido supporto durante lo svolgimento della stessa. La competenza e la professionalità sono le uniche armi a disposizione per emergere in un mercato altamente competitivo come quello dell’infortunistica stradale. E la conoscenza profonda della materia è la carta vincente per un confronto di pari livello con le compagnie assicurative che metteranno in atto tutte le tecniche a loro conosciute per risparmiare sulla liquidazione dei danni. Oggi più di ieri grazie all’introduzione dell’indennizzo diretto.

Il nostro obiettivo è invece quello di far ottenere ai nostri assistiti il giusto risarcimento, tenendo ben presente che nella contesa, la compagnia assicurativa riveste il ruolo debole di “debitore” e noi (i nostri clienti) quello forte di “creditore”. E che una volta che la stessa è messa in condizione, dal patrocinatore esperto, di poter quantificare un danno è obbligata a norma di legge a formalizzare congrua offerta (inviare i soldi!), così come previsto al II comma dell’art 148 del Nuovo Codice delle Assicurazioni

Fatto nostro questo concetto, unito alle competenze specifiche, il risultato è garantito.

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La Corte di Cassazione, con una recentissima ed epocale sentenza, ha sdoganato le tabelle del tribunale di Milano promuovendola, quasi, come tabella unica nazionale. Una sentenza che sicuramente farà scuola e storia nel mondo del risarcimento dei danni. Le macro lesioni subiranno una rivalutazione importante ma equa, in quasi tutto lo stivale. Gli ermellini dicono che:” il danno non patrimoniale derivante da lesione all’integrità psicofisica, secondo i riferimenti elaborati dai giudici lombardi, non è solo legittimo, ma anzi evita un uso squilibrato del concetto di equità e quindi il rischio di discriminazione tra cittadini…proprio lo spezzettamento del calcolo e dei risarcimenti che con tali sistemi possono oscillare tra 30 e 300 mila euro per la morte di un figlio, fa ritenere che l’equità non guidata colpisce elementari principi di uguaglianza, mina la fiducia dei cittadini nell’amministrazione della giustizia, lede la certezza del diritto e ostacola le conciliazioni.”

Tranne l’ANIA, che nella relazione dello scorso anno accusava proprio i togati meneghini di aver elaborato tabelle che avevano conseguito un aumento ingiustificato medio del 15% delle lesioni, molti diranno che giustizia è fatta. Ed evidente anche noi esprimiamo la massima soddisfazione per questo nuovo e condivisibile orientamento giurisprudenziale. Ci si domanda però al contempo se è corrette che il danneggiato e i suoi familiari hanno dovuto attendere ben 20 anni prima che la compagnia assicurativa liquidasse il giusto. Nella sentenza si legge:

 

Il danneggiato <<riportò lesioni che ne provocarono l’invalidità permanente totale (grave tetraparesi spastica, turbe mnesiche, disordini del linguaggio, importanti turbe di tipo vegetale indotte da un grosso infarto cerebrale, che occupa quasi tutto  l’emisfero di destra).>>

La dinamica?  la controparte invadeva il senso opposto di marcia.

 

La data del sinistro? 07 aprile 1992

 

L’art 158 del Codice della strada stabilisce che incorre in capo ad ogni automobilista l’obbligo di utilizzare tutte le cautele, in caso si sosta e fermata del veicolo, al fine di evitare incidenti. Questo il principio che ha ispirato il gup Luigi Varanelli, per formulare la condanna, col rito abbreviato, a sei mesi di reclusione, nei confronti di una signora milanese che il 16 luglio del 2009, nel capoluogo lombardo, aveva parcheggiato la propria auto in divieto di sosta, contribuendo, alla morte di un centauro di ventinove anni. La ricostruzione del pubblico ministero Gianluca Prisco, pone, nella notte, uno straniero alla guida di una Toyota che non ha rispettato la precedenza, impegnando l’incrocio di via Castelbarco a una velocità di circa 25 km/h, “perché aveva la visuale parzialmente ostruita dalla sosta irregolare” di una Bmw X3 e una Kia Picanto. La Toyota si è poi scontrata con il motociclista, che arrivava a una velocità di 91 km/h. Sulla base di questa ricostruzione, il Pm ha chiesto il processo per i tre automobilisti con l’accusa di concorso in omicidio colposo in violazione del Codice della strada.L’investitore ha patteggiato invece la condanna, con la condizionale a 9 mesi di reclusione.


Pochi giorni fà dedicavamo l’ultima edizione del Tg Blu al commento da parte dell’Avv.to Massimo Palisi alla mediaconciliazione. Molte le perplessità espresse dall’avvocato. Le stesse che avevano animato l’attivismo delle associazioni forensi per contrastare l’obbligatorietà della procedura. Dimostrazioni, scioperi ma soprattutto un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, che con l’Ordinanza Tar Lazio n. 3202-11, ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondate, con motivazioni praticamente inconfutabili, le seguenti questioni di legittimità costituzionale sollevate:
- introduzione dell’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione;
- esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale;
- previsione che a gestire il procedimento di mediazione possano essere gli enti pubblici e privati, con omissione dell’individuazione di criteri volti a delineare i requisiti attinenti alla specifica professionalità giuridico-processuale del mediatore.

L’OUA e le Associazioni di categoria più attive (come Agire e Informare e l’Associazione degli Avvocati Romani) hanno quindi segnato un primo importante punto verso la speranza di un cambiamento.

La parola ora spetta alla Corte Costituzionale.

Vi terremo aggiornati.

Prosegue l’analisi della mediazione obbligatoria attraverso la video informazione del gruppo Studio Blu infortunistica Stradale. Stavolta l’ospite ed esperto del settore è l’avv.to Massimo Palisi, con il quale Umberto Coccia, traccia una panoramica del nuovo istituto in vigore da pochi giorni.

Ovviamente il titolo è una chiara provocazione per descrivere un evento (passato alla ribalta dei media in questi giorni) che ha davvero dello straordinario. Un procedimento giudiziale durato ben 41 anni. Ovviamente se presente sul nostro blog , il caso riguarda il risarcimento dovuto da una compagnia assicurativa, agli eredi (marito e figlia) di una giovane donna scomparsa a seguito di un incidente stradale il 5 luglio del 1969 in Abruzzo.

Da allora, per avere il giusto dall’impresa di assicurazione e, sono state necessarie una causa penale avviata nel 1970 circa e conclusasi nel 1976, e una civile iniziata con citazione il 16 dicembre del 1978, passata due volte dal giudice di secondo grado ed altrettante, con oggi, alla Suprema Corte.

Con il passare degli anni, sono cambiate anche le sedi giudiziarie dove si è sviluppata la causa “lumaca” che, da Pescara, è andata a finire alla Corte di Appello dell’Aquila per slittare, dopo il primo approdo in Cassazione, nel 1993, fuori regione, a Perugia, designata quale corte di rinvio. Negli uffici giudiziari umbri, tra consulenze, prove presuntive e ricalcoli, la stagnazione del procedimento è durata fino alla fine del dicembre 2007. Alla fine della fiera, l’ingegnere ha avuto complessivamente diritto a 22 milioni di vecchie lire e sua figlia, rimasta orfana a quattro anni, ha ricevuto poco più di 250 milioni, sempre in vecchie lire.

Scommettiamo che state pensando come mai nel post si parla delle vecchie lire e non già di euro. Perchè così è corretto. Questi sventurati oltre al danno hanno subito  anche la beffa (semmai un risarcimento in denaro possa lenire il dolore per la scomparsa di un proprio caro): l’avvocato di parte ha dimenticato di chiedere la rivalutazione monetaria di quanto spettante.

L’associazione italiana familiari e vittime della strada ha inoltrato, ai presidenti di tutti i tribunali italiani, una proposta a firma della presidente, Dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, per rivedere ed uniformare sul territorio nazionale il risarcimento del danno da perdita del congiunto. Già nel mese di settembre scorso, nel post in commento alla relazione annuale dell’ANIA, asserivamo che si era ancora ben lontani dal giusto risarcimento della sofferenza morale a seguito della perdita di un proprio congiunto per responsabilità di terzi. Dello stesso parere, appare quindi l’associazione, che esorta gli osservatori di tutti i fori italiani, ad adottare un criterio a punti, simile a quello introdotto dai togati capitolini già nel 2008. Ogni punto dovrebbe valere, dice la proposta, 10.000,00 euro ed il punteggio varia in base al rapporto parentale tra il danneggiato e la vittima ed alle rispettive età anagrafiche.

L’associazione dichiara non più giustificabile il divario esistente per esempio tra la quantificazione del tribunale di Lecce (70.000 ca) e quello di Milano (300.000 ca), che lede la libertà di spesa in Italia ed in Europa del cittadino danneggiato ed il mancato adeguamento delle somme rispetto all’aggiornamento dei massimali per la copertura assicurativa RC Auto, passata dai 775000 del 1993 agli attuali 5 milioni di euro. In ultimo viene richiamata l’attenzione sull’opportunità di ricorrere in maniera più assidua alla psicologia forense al fine di quantificare correttamente (nella consapevolezza che nessuna cifra può lenire il dolore per la perdita del compianto) la sofferenza morale.

In allegato il documento integrale.

ComunicatoAIFVSinviatoAllaStampa-e-Politici02.0Marzo.2011

L’altro ieri è stato approvato in Senato il decreto mille proroghe, tra le cui righe era presente anche il rinvio all’anno prossimo dell’entrata in vigore della obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Ma non per tutte le materie.
Tra poco più di un mese, il 20 marzo, per le liti in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, diventerà necessario, prima di andare in giudizio, provare a raggiungere un accordo davanti a un organismo cosiddetto di conciliazione.
Per altre due materie, assai significative in termini numerici, il condominio e il risarcimento danni da incidenti stradali, il tentativo di conciliazione sarà vincolante solo tra un anno e quindi nella primavera del 2012. Questo l’esito del faticoso confronto parlamentare nel quale si sono scaricate le diverse aspettative ed esigenze di due fronti che andavano ben al di là dell’aula di Palazzo Madama e dei confini tra maggioranza e opposizione.
Per un rinvio ampio della conciliazione, un anno per tutte le materie, si era schierata l’avvocatura, Cnf e Oua in testa, anche se con una certa articolazione di posizioni (l’associazione Avvocati per la mediazione, per esempio, con circa 1.600 iscritti, autrice di un intervento ad opponendum contro il ricorso Oua al Tar inteso a bloccare il regolamento attuativo); mentre contro lo slittamento erano scese in campo imprese e camere di commercio, ma anche alcune rappresentanze dei professionisti.

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Dopo le modifiche al codice della Strada, del quale abbiamo già avuto modo di parlare, entra in vigore anche il nuovo esame per il conseguimento della patente B.
Il quiz teorico non sarà più composto da 10 domande con tre possibili risposte (che, ricordiamo, potevano essere anche tutte vere o tutte false) ma da 40 affermazioni singole, da definire se vere o false, con una tolleranza massima di 4 errori e su un numero di materie maggiore.
Se sarà più o meno semplice rispetto a prima lo si potrà capire solo nei prossimi mesi, ma a nostro modesto parere ci sono buone possibilità che la nuova formulazione possa essere una semplificazione rispetto all’esame teorico precedente, dove non era raro che le domande e le varie risposte (spesso molto simili tra loro) fossero formulate come dei veri e propri trabocchetti.
Altra novità riguarda i tempi entro i quali superare l’esame: dopo il conseguimento del foglio rosa, infatti, sarà necessario superare la prova entro 6 mesi, senza possibilità di provare più volte il test ad ogni sessione.
Sicuramente l’aspetto che farà più discutere è la nuova normativa sulla potenza massima dei veicoli che potrà guidare chi ha appena conseguito la patente: infatti il 9 febbraio prossimo scatterà il limite che, per un anno, consentirà ai neopatentati di guidare esclusivamente veicoli con una potenza specifica non superiore a 55 Kw/tonnellata, con limite di potenza totale di 70 kW.
Vorremmo soffermarci su questo aspetto: ha senso prevedere una limitazione di questo tipo, oppure è una previsione di scarsa utilità visto che, guidando un veicolo con tali caratteristiche, è comunque possibile mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità?
Non sarebbe forse stato più utile (seguendo l’esempio di altri paesi della Comunità Europea) implementare una prova pratica più completa, che preveda sessioni di test obbligatoriamente in notturna e in autostrada, invece di imporre ai neopatentati la guida di veicoli poco potenti e, a considerare bene la situazione, imponendo così in molti casi l’acquisto di nuove autovetture? Non è infatti così scontato che in tutte le famiglie si disponga di un veicolo con tali caratteristiche, peraltro obbligatorie soltanto per un anno.
Insomma, questo nuovo esame per la patente B non ci sembra un passo in avanti, anzi ci pare si sia persa un’occasione (ulteriore) per riformare davvero un’educazione stradale seria per le nuove generazioni di patentati, molto spesso non preparati adeguatamente ad affrontare i rischi della circolazione stradale.