A distanza di tre mesi dalla Sentenza nr 180 del 16 giugno 2009 della Consulta finalmente qualcuno timidamente fa capolino. Nessuna comunicazione durante la relazione annuale dell’ANIA dello scorso luglio, nessuna successiva comunicazione, fino all’articolo di Maurizio Caprino e Raffaelle Pellino su “Il Sole 24 Ore” di lunedì 14 settembre u.s. Onore quindi al prestigioso quotidiano che ha anche dedicato uno spazio all’interno della trasmissione “Il Salvadanaio” di Radio24 dalle 12 alle 13 di lunedì. In collegamento telefonico l’autore dell’articolo Maurizio Caprino ed il presidente dell’UCI. E’ intervenuto telefonicamente anche il nostro “oracolo” Massimo Quezel, con l’intento di sottolineare il fallimento della procedura di indennizzo diretto dalla sua entrata in vigore ad oggi. Cercando di sottolineare come fosse impossibile che di tale procedura di liquidazione e successiva compensazione a forfait ne traessero beneficio sia i danneggiati quanto le stesse compagnie assicurative “gestionarie”. Sottolineando la disparità di trattamento tra un danneggiato, proprietario e conducente ed un altro danneggiato, trasportato. Secondo la procedura di indennizzo diretto infatti ai primi non dovrebbero essere riconosciute le competenze professionali per il patrocinio di un professionista mentre ai secondi si. Cercando di sottolineare in ultimo che l’indennizzo diretto ha stravolto i criteri con cui si giudicava il portafoglio dei clienti Rc Auto per le compagnie assicurative. Se prima il buon cliente era il virtuoso del volante, cioè colui che non aveva sinistri o quantomeno con ragione, oggi paradossalmente il buon cliente potrebbe essere quello che causa sinistri con torto.
Le considerazioni di Quezel ovviamente non potevano essere condivise dalla “controparte”. Ma su questo non v’erano dubbi. Molti invece ne rimangano circa il diktat della nominata sentenza. Che lascia spazio ad interpretazioni ed ancora una volta ANIA e compagnie assicurative vorrebbero che quella giusta sia dalla loro. Ci pare infatti di capire dall’articolo e di intendere dai commenti durante la trasmissione radiofonica che ANIA secondo la lettura costituzionalmente orientata della stessa sentenza intende facoltativa l’applicazione dell’art. 149 del Nuovo Codice delle Assicurazioni solo per l’azione legale e non già per l’attività stragiudiziale che invece seguirà inevitabilmente il canale della procedura di indennizzo diretto. La compagnia che assicura il mezzo del civile responsabile che riceverà richiesta di risarcimento danni rimetterà la richiesta alla consorella che assicura il danneggiato.
Permettendoci di rubare la battuta ad Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea: ma come si fa a fare causa ad un soggetto che non ho mai messo in mora? Anche perché lo stesso articolo 145 del Nuovo Codice delle Assicurazioni dice che l’azione diretta è esperibile allorquando siano trascorsi 60 gg (o novanta in caso di lesioni) dalla richiesta di risarcimento danni. Ed ancora: io tento una bonaria definizione della vertenza con la compagnia X, l’esito è negativo ed allora decido di citare in giudizio la compagnia y?
Scusate, ma a noi i conti non tornano. Di una cosa siamo sicuri. Il sistema risarcitorio non può continuare a vivere in questo limbo. E noi ci batteremo con tutte le armi a disposizione per far abrogare l’indennizzo diretto. Sperando che l’aumento del contenzioso legale che inevitabilmente ci sarà non fornisca solo un altro, sterile, alibi per la mancata riduzione delle tariffe RC Auto.