Da tempo nei nostri articoli, attraverso tutti gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione blog, news, blu news, almanacco e tg blu, abbiamo cercato di stimolare riflessioni circa i reali effetti dell’indennizzo diretto nel mercato assicurativo rc auto. E gli effetti che questo contorto meccanismo ha avuto in particolar modo per gli assicurati / danneggiati. Sicuramente non quelli promessi dal leglislatore e dalle stesse compagnie assicurative: miglioramento del rapporto assicurato/compagnia assicurativa; riduzione dei tempi di liquidazione; riduzione del contenzioso; riduzione delle tariffe Rc Auto; miglioramento della libera concorrenza nel mercato.
A nostro modo di vedere le cose nessuno tra questi, nemmeno uno, può considerarsi come obiettivo raggiunto a distanza di oltre tre anni dall’ingresso della normativa. Evidentemente qualcuno, oltre agli operatori del settore che quotidianamente si confrontano e scontrano con le compagnie assicurative nell’interesse dei danneggiati, si è accorto che forse la direzione non è quella giusta.
La sentenza della consulta nr 180/2009 dichiara facoltativa l’azione diretta in caso di indennizzo diretto. Le compagnie assicurative si vedono respingere dai tribunali i tentativi di intervento volontario nei procedimenti promossi contro le consorelle civili responsabili.
Ora l’Antitrust ha deciso di avviare un indagine conoscitiva per appurare le cause della mancata riduzione, anzi dell’aumento delle tariffe RC Auto, nonostante i numerosi interventi legislativi e riformatori.
Questo il testo del comunicato stampa dell’Autorità Garante dello scorso 17 maggio:
RC AUTO: ANTITRUST AVVIA INDAGINE CONOSCITIVA, PREZZI AUMENTATI NONOSTANTE LE RIFORME
L’analisi dovrà individuare gli eventuali correttivi da introdurre per dare una spinta competitiva al settore. I dati statistici indicano aumenti significativi tra il 2009 e il 2010
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 6 maggio 2010, ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sul settore della Rc Auto. L’indagine dovrà individuare le cause per le quali, nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi cinque anni finalizzati a rendere il comparto più competitivo, i prezzi continuino a registrare incrementi significativi e generalizzati.
L’analisi punterà a ricostruire l’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, con particolare riguardo all’entrata in vigore della procedura di risarcimento diretto: dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema, l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata. Per questo occorre capire se la riforma, nella sua concreta attuazione, abbia prodotto la necessaria spinta competitiva o se, al contrario, occorra introdurre correttivi per rimuovere eventuali ostacoli alla piena produzione degli attesi effetti pro-concorrenziali.
Verranno a questo fine analizzate le diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, le politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, aree del territorio nazionale coperte, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, con conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta. La Rc Auto è uno dei mercati principali nel settore assicurativo: nel 2009, la raccolta premi ha superato i 17 miliardi di euro, con un’incidenza del 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo. Secondo i dati Istat, inoltre, nel 2007 ciascuna famiglia ha speso in media, per l’assicurazione dei mezzi di trasporto privati, 940 euro annui, pari all’1,2% del PIL.
Roma, 17 maggio 2010