L’indennizzo diretto resta facoltativo

Lo scorso 27 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale nr 48 è stata pubblicata la Legge 26/02/2010 nr 25 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 30/12/2009 nr 194, recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative”.

La sentenza della Consulta nr 180/2009 dichiarava facoltativa la procedura di indennizzo diretto in caso di azione legale nei confronti delle compagnie assicurative. Cioè, il danneggiato, può scegliere di esercitare l’azione diretta nei confronti della propria compagnia assicurativa oppure secondo quanto previsto dal Codice Civile citare la compagnia del civile responsabile.

All’interno del decreto in oggetto però, era stato proposto dal relatore Lucio Malan, un emendamento cosiddetto “salva indennizzo diretto”, che mirava a rendere obbligatorio l’esercizio dell’azione diretta esclusivamente nei confronti della propria compagnia assicurativa.

Tale emendamento, che si presentava come un attacco al diritto di difesa del cittadino, fortunatamente è stato stralciato e non figura nel testo della legge, con buona soddisfazione degli operatori del settore ed a tutela dei danneggiati.

  • Luca
    Ma visto che questo indennizzo diretto non sta bene a nessuno, perchè non decidono, una buona volta, di abolirlo del tutto?
    Il fatto che si "consenta" al danneggiato di agire contro la compagnia del civile responsabile significa riconoscere che citare la PROPRIA compagnia è assolutamente fuori da ogni logica!
    Mi domando come possa continuare ad esistere un sistema così complicato e astruso.
  • Carissimo Luca,

    speriamo che qualcuno ascolti le tue parole. Siamo perfettamente d'accordo con il tuo punto di vista.E ci auguriamo che la sentenza 180 del 2009 della consulta e lo stralcio dell'emendamento salva indennizzo diretto nel decreto milleproroghe, siano solo i primi passi del legislatore verso l'abolizione definitiva di questo meccanismo che sino ad oggi ha disatteso ogni promessa fatta preventivamente alla sua effettiva introduzione. Anzi i risultati negativi della procedura stanno producendo i primi effetti contrari: ritardi nelle liquidazioni e aumenti tariffari.
    A presto.
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