
Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato
Dopo il “no” del Consiglio di Stato al decreto riguardante la tabella unica nazionale per le menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra 10 e 100 punti di invalidità, proposto dal Consiglio dei Ministri lo scorso agosto, sembrava ormai confermato l’orientamento giurisprudenziale emerso con la sentenza 12408/2011 della Cassazione, che identificava nelle tabelle del Comune di Milano il riferimento nazionale per la quantificazione di tale tipologia di lesioni.
In questi giorni, invece, la tabella unica nazionale per le macrolesioni è tornata d’attualità in quanto il Governo ha riproposto l’opportunità di giungere all’approvazione di detta tabella, recependo i suggerimenti del Consiglio di Stato sulle necessarie modifiche e correzioni.
Il Consiglio di Stato, infatti, aveva sottolineato in fatto che l’articolo 138 del Codice delle Assicurazioni prevede un aumento più che proporzionale dell’incidenza sul valore della menomazione degli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato, rispetto all’aumento in percentuale assegnato ai postumi. Tale mancanza avrebbe avuto come conseguenza, secondo il Consiglio di Stato, la disapplicazione delle tabelle da parte dei giudici. Inoltre si precisava la mancanza di una disciplina transitoria tra il precedente sistema e il nuovo, nonchè la necessità di estendere per analogia i parametri previsti dalla tabella a tutte le discipline risarcitorie che coinvolgono diritti alla persona, non soltanto in materia di danni da circolazione stradale.
Il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta ha quindi proposto di rivedere il testo del decreto alla luce delle osservazioni del Consiglio di Stato, riscrivendolo in un testo che tenga conto di tutti i suggerimenti provenienti da Palazzo Spada.